LA
VISIONE MENTALE
di
Zoran e Milica Gruicic
traduzione
di Sandra Eterovic
I
libri di Zoran e Milica Gruicic sono pubblicati
in
Italia da Andrea Pangos Editore
www.pangoseditore.com
Nell'intento
di offrire un aiuto per un'ulteriore evoluzione del singolo,
soprattutto a chi si occupa di guarigione, abbiamo reputato
interessante esporre il nostro approccio all’attivazione
e allo sviluppo della visione mentale, come una delle tecniche particolari di meditazione,
scaturite dalla nostra ricerca, ma anche dall’esperienza
della divulgazione della Conoscenza.
1. IL CONCETTO DELLA VISIONE MENTALE
Con il termine “visione
mentale” sottintendiamo “la visione” con
l’aiuto della Coscienza individuale (del Conscio
individuale) e della mente sua manifestazione; la visione
della materia e del suo movimento, delle Energie, dei
processi energetici, cioè delle Vibrazioni, ovvero il
vedere tutto ciò che si può spiegare, chiarire, disegnare…,
in altre parole– rappresentare in modo chiaro. Anche se la visione
mentale è applicabile universalmente, in questo testo parleremo
della sua applicazione nel vedere gli organi e i vari sistemi
del corpo umano, ma anche per vedere i processi vibratori
ed energetici.
La
visione degli organi e dei sistemi, ovvero dei processi vibratori
ed energetici, sottintende che la Coscienza individuale,
con il cui aiuto si giunge alla Conoscenza, ad esempio riguardo
a qualche organo malato, “registra” le situazioni
che si vogliono osservare, attiva il centro per la vista
nel cervello (ma non gli occhi) e trasforma l’informazione
in disegno o in immagine, cioè in “immagine di cui
si è coscienti”.
In questo, il cervello è soltanto un centro nel quale si sommano i
dati e si trasformano in Vibrazioni riconoscibili come effettivo
vedere, più precisamente, in Conoscenza. La specificità della visione mentale
consiste nella contemporaneità dell’emissione e della
ricezione delle Vibrazioni che si trasformano in immagine.
Grazie all’onnipresenza della Coscienza Infinita, la
Coscienza individuale attiva, con l’aiuto della mente,
il processo di “entrata nell’organo” e
crea contemporaneamente l’immagine, ovvero la Conoscenza,
riguardo allo stato di salute dell’organo. Questo significa
che non c’è emissione di onde, il loro riflettersi
e quindi la ricezione delle Vibrazioni. In sostanza, la visione
degli organi e dei processi energetici, significa la Conoscenza
riguardo alla visione degli organi e dei processi energetici.
La
visione mentale degli organi si può verificare in gran misura
con le analisi mediche effettuate con l’ultrasuono,
la risonanza elettromagnetica ecc., mentre la visione delle
energie e dei processi energetici sono meno verificabili.
La qualità della visione mentale, ovvero, della visione degli
organi e dei sistemi del corpo fisico e dei processi energetici,
dipende:
-
dallo sviluppo, ovvero, dalla maturità della Coscienza
come fattore generale e
-
dall’abilità di escludere intenzionalmente gli
occhi con l’aiuto della mente, dalla capacità di diminuire
il funzionamento del nervo ottico e di attivare il centro della
vista nel cervello.
2.
GLI ELEMENTI VIBRATORI
ED ENERGETICI
Gli elementi vibratori ed energetici fondamentali
sono:
- la mente
- il terzo occhio
- il canale del terzo occhio.
2.1.
La mente
A)
La maturità della
mente
Abbiamo
trattato l’argomento della “mente” in modo
dettagliato nel nostro libro “Il Conscio Maturo (La
Coscienza Matura)”. Ora elencheremo soltanto alcuni dettagli
riguardo alla maturità della mente:
-
La mente è una manifestazione del processo d’individuazione
della Coscienza. È una manifestazione che si è formata come
risultato del processo dell’autoriconoscersi della
Coscienza Infinita attraverso il processo d’individuazione
della Coscienza.
-
Formatasi come reazione della Coscienza alle Vibrazioni ricevute
tramite i sensi, la mente è la somma di queste reazioni,
ma si manifesta anch’essa (la mente) come Vibrazione,
ovvero come Vibrazione-Energia condensata. In questo senso,
la mente rappresenta il rapporto dell’uomo verso se
stesso, verso gli altri, verso l’ambiente…
-
La mente è lo strumento di base, con l’aiuto del quale
si realizza il processo d’individuazione della Coscienza
e rappresenta il nesso tra la Coscienza e la materia; il
senso dell’esistenza della mente consiste proprio nel
suo agire di riflesso sulla maturazione della Coscienza.
- Possiamo definire la struttura della mente
come somma di emozioni e di pensieri.
- Il rapporto Coscienza – mente
rappresenta il grado della consapevolizzazione delle emozioni
e dei pensieri, cioè il grado d’armonizzazione delle
loro Vibrazioni con il Codice Genetico.
-
Il rapporto medio Coscienza – mente varia durante il
giorno, la settimana, il mese e l’anno. Per questo
motivo è opportuno osservare questo rapporto come valore
medio in un periodo più lungo, non meno di un mese.
- Il rapporto medio Coscienza – mente
dell’umanità è intorno ad 1%. Questo indica che la
maggior parte delle persone è quasi completamente governata
dalla propria mente, in modo da percepire il mondo apparente,
il quale è un'illusione, come reale.
- Il rapporto medio Coscienza - mente sopra il
75%, nel lungo periodo (non meno di un anno) indica che sono
stati raggiunti buoni risultati nella meditazione, gli effetti
dei quali sono evidenti sullo sviluppo energetico e spirituale.
In media, i meditatori raggiungono questo risultato in uno
o due anni.
Per avere una visione mentale precisa è necessario raggiungere un alto
grado di consapevolizzazione (maturità) della mente, cioè che
il rapporto Coscienza– mente è come minimo
75% nel lungo periodo (non meno di un anno).
B)
La mente “conscia” ed “inconscia”
La
divisione della mente in “conscia” ed “inconscia” è condizionale.
In entrambi i casi, si tratta della mente, cioè di emozioni
e di pensieri.
La
mente “conscia” è costituita da quelle emozioni
e da quei pensieri che possiamo descrivere in modo relativamente
facile, cioè, dei quali siamo a “ conoscenza”.
La
mente “inconscia” sono quelle emozioni e quei
pensieri che non possiamo descrivere, dei quali non siamo
a “conoscenza”, tranne le emozioni e i pensieri
che si stanno appunto trasformando in contenuti della mente “conscia”.
Il “confine” tra
la mente “conscia” ed “inconscia” si
sposta attraverso un rapporto interattivo, il che comporta
l’instabilità del rapporto tra la mente “conscia” ed “inconscia”.
Nella maggioranza delle persone, la mente “inconscia” è notevolmente
più estesa della mente “conscia”. Il rapporto
medio tra la mente “conscia” ed “inconscia” è di
8:92, il che dipende:
-
dalla coordinazione delle Vibrazioni della Coscienza
con il Codice Genetico;
-
dal rapporto Coscienza – mente;
-
dal rapporto Coscienza – Anima;
-
dal numero dei petali d’intelligenza attivati
e dalla loro coordinazione;
-
dal grado di funzionamento del cervello come organo
di senso della mente ecc.
L’affluire
incontrollabile dei contenuti della mente “inconscia”,
può ostacolare la mente
“conscia”,
cioè il funzionamento della mente “conscia”. Con la maturazione
della Coscienza, i contenuti della mente “inconscia” si trasformano
in mente conscia, attraverso i petali d’intelligenza (cambiando
le frequenze), il che significa che non esiste una “parte” della mente che non può essere consapevolizzata.
L’alto
grado di trasformazione della mente “inconscia” in
mente “conscia”, intorno al 75% durante un lungo
periodo (minimo un anno), è una delle condizioni che consentono
una precisa visione mentale.
C)
La mente
pensante e la mente operativa
La
mente pensante deriva dal “falso io”. Possiamo
definire “il falso io” come identificazione di
se stessi con la mente ( pensieri ed emozioni), con il Corpo
Illuminato, con l’Anima, l’aura e con il corpo
fisico. Osservando più ampiamente, possiamo definire il “falso
io” come non conoscenza della Verità sull’essenza
dell’uomo, cioè che il nostro vero Essere è di natura
Divina, ossia che Dio è in noi stessi. La mente pensante
funziona sul principio della dualità (caldo – freddo,
buono – cattivo, desiderabile – indesiderabile...)
e sul comportamento risultato del suddetto principio. Così è la
mente pensante che crea concetti, ordina, confronta, dubita,
domanda, fantastica, giudica, oppure, si arrabbia, si intristisce,
soffre, odia, si preoccupa, si incuriosisce, è gelosa, spesso
si annoia ecc.
La mente operativa è quella che utilizzando la mente pensante, effettua
l’entrata nel cosiddetto stato di flow, lo stato nel
quale ci si abbandona e si immedesima con quello che si fa.
Per esempio, quando si tratta di un pittore, la mente pensante
preparerà la tela, sceglierà il soggetto, comincerà a dipingere
e dopo poco tempo il pittore entrerà nello stato di flow,
dove la mano sarà “guidata”. Spesso gli artisti
dicono di non sapere perché e come hanno fatto a dipingere
un certo quadro, ma affermano che qualcosa gli ha guidati,
che gli è venuto così... Invece si tratta di processi di
autoconsapevolizzazione, dei quali gli strumenti sono la
mente pensante e la mente operativa che permettono la realizzazione
del quadro.
La possibilità dell’individuo di armonizzare i due aspetti (la
mente pensante e la mente operativa), attraverso i quali
la mente si esprime, sopra il 75% contribuisce alla visione
mentale precisa nel modo seguente: la mente operativa riceve
le Vibrazioni e la mente pensante costata ciò e le trasmette
come informazioni.
2.2.
Il terzo occhio
Il
terzo occhio è il termine spesso usato nella letteratura
sullo yoga e sulle diverse tecniche di meditazione. Si trova
poco sopra la linea delle sopracciglia, nell'imbuto del sesto
chakra,ma il terzo occhio e il sesto chakra non sono
la stessa cosa. Nel caso di sesto chakra non armonizzato, esso
può essere di colore rosso, di colore azzurro e soltanto poi
di colore grigio, caratteristico dell’Energia. Questi colori
circondano come anelli il centro bianco del terzo occhio.

a) illustrazione frontale del terzo occhio b) illustrazione di profilo del terzio occhio
Disegno
n.1 |
Il terzo occhio è una struttura ellissoidale, bianco - latte luminescente,
situata nella struttura ad imbuto del sesto chakra. Guardando
di profilo, una parte dell’ellissoide del terzo occhio è dentro
la parte frontale della testa e l’altra è sulla fronte.
Il terzo occhio è una struttura energetica creata dalla Coscienza, con
l’aiuto del cervello come senso della mente. Il terzo
occhio non è costantemente attivo, ma esiste come potenziale,
il quale viene attivato con una richiesta intenzionale, anche
se molto più spesso viene attivato in modo involontario.
Molti descrivono il terzo occhio come tessuto cerebrale.
Però, esso non si trova all'interno del cervello perciò non
può essere descritto in questo modo, comunque in parte si
realizza con l’aiuto del cervello.
Meditando con la richiesta per far maturare il terzo occhio, l’attività delle
onde cerebrali è lievemente abbassata ed uguagliata rispetto
al livello usuale, il che è direttamente in funzione della
facilitata maturazione della Coscienza. Maturando il terzo
occhio, si coordinano la mente “conscia” ed “inconscia”,
la mente pensante ed operativa, il che rende possibile lo
sviluppo della visione mentale.
2.3 Il canale del terzo occhio
Il
canale del terzo occhio è una struttura energetica che si
costituisce nel prolungamento del terzo occhio, all’interno
della testa, partendo dalla fronte sino alla nuca,

a) frontale b) “dimensionale”
Disegno
n.2 – illustrazione del canale del terzo occhio
|
Il canale del terzo occhio è poco più largo
del sesto chakra, cioè il sesto chakra si trova in esso.
Si attiva con la richiesta intenzionale, ma spesso anche
in modo involontario. Principalmente è di colore bianco latte
oppure grigio, sempre luminescente. Il canale non è una struttura
cerebrale, ma si realizza anche con l’aiuto del cervello.
Meditando con la richiesta per far maturare
il canale del terzo occhio, l’attività delle onde cerebrali è lievemente
abbassata ed uguagliata rispetto al livello usuale. Ciò facilita
il collegamento tra la neocorteccia e il sistema limbico del cervello, il che è una delle condizioni
base per la visione mentale.
3. Gli elementi organici
Gli
organi e i sistemi dell’uomo che fondamentalmente influenzano
la visione mentale, sono:
-
il sistema nervoso
-
il cervello
-
le amigdale
-
l’epifisi
3.1. Il sistema nervoso
La Coscienza con l’aiuto della mente, attraverso il sistema nervoso,
influisce sul corpo fisico, cioè sullo stato psicofisico
e viceversa, il sistema nervoso influisce sulla possibilità di
sviluppo della mente e della Coscienza. Il sistema nervoso
non si può ridurre soltanto al centrale e al periferico,
simpatico e parasimpatico. Il sistema nervoso è molto più di
tutto ciò, il che è dimostrato dalla Funzione del sistema
nervoso, la quale, osservata in modo energetico è un indicatore
sintetico della salute psicofisica. In medicina non esistono
indicatori del grado di funzionamento del sistema nervoso,
e con ciò non esistono neanche le analisi legate ad alcuni
gruppi di malattie che riguardano il funzionamento del sistema
nervoso. Il problema diventa più complesso, perché durante
il giorno ci sono continue oscillazioni del funzionamento
del sistema nervoso, che per questo motivo dovrebbe essere
misurato all’istante, ma anche giornalmente, settimanalmente,
mensilmente. I dati avuti in questo modo, mostrerebbero lo
stato momentaneo, oppure, lo stato di un periodo, ma mostrerebbero
anche la possibilità di realizzare, in un dato momento o
in un periodo più lungo, una precisa visione mentale. Vale
a dire, il funzionamento del sistema nervoso sopra il 98,8%, è una
delle condizioni base che rendono possibile una visione mentale
precisa, la quale durerà quanto tale grado (98,8% o più)
di funzionamento del sistema nervoso.
La
misurazione del funzionamento del sistema nervoso (ma anche
di altri parametri), non è semplice e finché non si impara è meglio
che la esegua qualcun altro. Se tale possibilità non esiste,
allora bisogna semplicemente seguire il sistema degli esercizi
e i risultati arriveranno sicuramente. Nel frattempo, le
verifiche possono essere fate in modo usuale, con le visite
mediche di certi organi e con il controllo del funzionamento
del corpo fisico, il che rifletterà in una certa misura l’effettivo
stato delle cose.
3.2 Il cervello
Il cervello ha una forma semiovoidale, la quale è divisa dalla scissura
interemisferica in due parti simmetriche e pari, in emisfero
sinistro e in emisfero destro. I due emisferi sono interconnessi
dalle commessure cerebrali, ricche di fibre nervose, che
si dividono in tre gruppi:
-
il corpo calloso che si trova in fondo alla scissura
interemisferica,
-
la commessura anteriore che collega i centri dell’emisfero
destro e sinistro, e
-
le commessure della corteccia cerebrale, situate
tra il corpo calloso e il tetto del 3° ventricolo, che si incrociano
a forma di x.
In
senso vibratorio– energetico, gli emisferi sono collegati
dal campo energetico situato nel cervello. L’irradiare
debole e disomogeneo di questo campo energetico nella maggior
parte delle persone non oltrepassa il cranio. Nella scienza è ben
noto che gli emisferi delle persone che comunemente chiamiamo “geniali” (che
si tratti di un artista, di uno scienziato...), sono collegati
in misura maggiore rispetto ad altre persone, ma è meno noto
che il campo energetico di queste persone “geniali” sia
molto più grande ed omogeneo e che irradia più fortemente.
Nelle
persone che per un momento o in un periodo più lungo, riescono
a realizzare la visione mentale, avvengono i seguenti processi:
-
intorno alla testa si costituisce un campo energetico
semisferico, partendo dalla sommità del capo sino all’altezza
delle sopracciglia. Questo campo energetico è omogeneo, irradia
un colore abbagliante bianco-grigio o bianco,

Disegno
n.3– illustrazione del campo energetico durante
il processo della visione mentale
|
-
le onde cerebrali sono lievemente abbassate e uguagliate
rispetto all'usuale,
-
l’intera fronte è più fredda, ma è specialmente
fredda la zona del terzo occhio.
3.3. Le amigdale
Le amigdale sono due ghiandole interconnesse, della forma
e della grandezza di una mandorla. Si trovano da ambedue parti
del cervello, alla sua base, pressappoco all’altezza delle
tempie.
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Disegno
n.4 – Le
amigdale |
Le amigdale sono collegate attraverso le fibre nervose con numerosi centri
cerebrali, prima di tutto con la neocorteccia, la corteccia
visuale ed il talamo. Tutte due le ghiandole hanno numerosi
ricettori e partecipano nella creazione di neurotrasmettitori
come: la dopamina, serotonina, norepinefrina, epinefrina
ecc. La scienza ha dimostrato in una certa misura il collegamento
tra le amigdale e le emozioni, affermando che le ghiandole
producono la risposta emozionale prima che i centri corticali
(pensanti) riescano a registrare del tutto l’evento.
Dall'aspetto energetico, le amigdale sono dei sensori per le Vibrazioni
ricevute attraverso i sensi (prima di tutto, attraverso gli
occhi), le quali vengono inviate ai petali dell’intelligenza
per essere “decodificate”. Per la visione
mentale è importante escludere i collegamenti tra i sensi
e le amigdale, così che le Vibrazioni possano essere ricevute
direttamente dalle amigdale e tramandate poi, attraverso
i petali d’intelligenza, al centro della vista, il
quale creerà un'immagine "riconoscibile”.
Con l'interconnessione
e la consapevolizzazione del funzionamento delle amigdale,
si coordina il loro vibrare con la Coscienza, il che aiuta
la consapevolizzazione della mente e favorisce la visione
mentale.
3.4. L’epifisi
L’epifisi (oppure la ghiandola pineale) posta sotto alla calotta
cranica, nell’epitalamo, è simile ad una pigna, di
colore rosa ed è lunga 10mm e larga 6mm. É collegata con
l’ipotalamo, le amigdale e con altre parti del cervello,
prima di tutto, con il sistema limbico del quale, tra l’altro,
fa parte.
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Disegno n.5 – illustrazione
dell’epifisi |
In questa ghiandola avviene la trasformazione ormonale di numerosi impulsi
neurali e sensoriali, ricevuti attraverso i sensi. L’ormone
più importante secreto dall’epifisi è la melatonina
e la sua funzione è di influire attraverso l’ipotalamo
sul segmento anteriore dell’ipofisi. La scienza non
ha piena cognizione del funzionamento dell’epifisi.
Dall'aspetto energetico, l’epifisi è uno dei ricettori
che attraverso i sensi e le amigdale riceve le Vibrazioni
che si riducono poi, attraverso i petali d’intelligenza,
ad informazioni elaborate dalla mente.
Questa
ghiandola funziona in modo accentuato durante il sonno, ma
gli esperimenti hanno dimostrato che con la meditazione si
può provocare, in modo relativamente facile, il rafforzamento
del suo funzionamento anche durante lo stato di veglia.
4. IL TAN TIEN
Abbiamo
sentito da alcuni maestri di tai chi e di chi kung diversi
modi di pronuncia della parola tan tien, la quale in inglese si scrive spesso Tan T’ien. Abbiamo sentito altre svariate traduzioni
di questa parola, per esempio: un centro di colore rosso
cinabro, un centro energetico, un centro per la costituzione
d'energia, un centro per l’accumulazione e l’irradiare
dell'energia, un campo di guarigione... Sono imprecise anche
le formulazioni delle zone in cui si trovano i tre principali
tan tien: inferiore (3-4 cm di sotto all'ombelico...), medio
(zona del torace dietro lo sterno, timo...) e superiore (zona
tra le sopracciglia, al centro della fronte...).
Per
lo sviluppo della visione mentale il più importante è il
tan tien superiore, il quale si trova, secondo noi, nel centro
dell’ipotalamo, ovvero nello stesso punto dove si costituisce
il centro del bindu.
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Disegno
n.6 |
a) il tan tien superiore
b) illustrazione della struttura energetica
che si costituisce quando si medita sul tan tien superiore
Durante
la richiesta per la maturazione del tan tien superiore, avvengono
i seguenti processi:
-
intorno alla testa si costituisce un campo energetico
semisferico, a partire dalla parte inferiore degli occhi fino
a 2 o 3 cm sopra la sommità del capo; è omogeneo ed irradia un
abbagliante colore grigio bianco o bianco,
-
le onde cerebrali sono lievemente abbassate e uguagliate
rispetto all'usuale,
-
tutta la fronte è piuttosto fredda, ma è specialmente
fredda la zona del terzo occhio.
Stimolando
il tan tien superiore in vari modi, principalmente praticando
gli esercizi di tai chi e chi kung, ma
anche facendo maturare il
tan tien superiore con le richieste, si favorisce l’armonizzazione
dell'emisfero destro e dell’emisfero sinistro del cervello,
l’armonizzazione delle amigdale, si ottimizza il funzionamento
dell’epifisi. Questo nell'insieme influisce in modo benefico sulla consapevolizzazione
della mente. La maturazione del tan tien superiore agisce
sullo sviluppo della visione mentale, minimizzando le funzioni
dei sensi (sopratutto degli occhi) e aumentando la funzione
dei petali d’intelligenza e del centro per la vista. È particolarmente
importante usare il termine tan tien (anche se non viene
pronunciato esattamente, oppure se è pronunciato dentro di
sé, o anche se soltanto si pensa ad esso) perché ha un ruolo
associativo –iniziatico. Questo perché nel termine
tan tien sono contenute le informazioni che attivano la consapevolizzazione
della Conoscenza attraverso
la Coscienza Collettiva. Questa Conoscenza è il risultato
delle esperienze di tutti coloro che hanno riflettuto o meditato
su questo termine, oppure, hanno usato la parola tan tien
anche soltanto intuendo il suo significato essenziale. In
questo modo, le meditazioni nelle quali si rivolgono le richieste
a Dio e che contengono le parole tan tien (o solo pensando
a queste parole), avranno maggiore efficacia, il che è stato
confermato dall'esperienza dei meditatori.
5. LA TECNICA DI MEDITAZIONE
La
tecnica di meditazione consiste:
-
nelle meditazioni giornaliere
-
nell’uso della visione mentale
5.1. Le meditazioni giornaliere
Le
meditazioni per sviluppare la visione mentale daranno i risultati
ottimali soltanto se praticate insieme a tutte le altre meditazioni,
presentate nei nostri libri.
A)
Le meditazioni generiche
Abbiamo
selezionato le meditazioni essenziali per lo sviluppo spirituale
dell’individuo, le quali insieme alle richieste specifiche
creano le condizioni per sviluppare la visione mentale.
1. Richiesta: “ Prego Dio
di riprogrammarmi il karma.”
Visualizzazione: non necessaria.
Tempo: a) giornalmente – una volta per 5 –10 min. Ininterrottamente.
b) giornalmente – più volte durante
la giornata per 5 –10min ininterrottamente.
c) meditazione di più ore che si pratica
per più giorni e poi l’intensità viene gradualmente
ridotta.
Nota:
Non consigliamo questo tipo di meditazione (sotto la c) ai
meditatori che non hanno un’esperienza pluriennale.
Bisogna
praticare la riprogrammazione del karma “tanto quanto è necessario”,
fino a quando questo processo non diventa automatico, il
che non può essere definito con “ qualche mese”, “qualche
anno” oppure “tutta la vita”. Per questo
non esistono i criteri, perché la spiritualità non si può misurare.
Consapevolizzando (il proprio) esistere, l’uomo trascende
l’influenza dei fattori che disturbano l’esprimersi
del karma e diventa l’osservatore dei processi dell'individuazione
della (propria) Coscienza.
2. Richiesta: “Prego
Dio di riprogrammarmi le cause karmiche dell’attaccamento
al falso io”.
Visualizzazione: non è necessaria.
Tempo: un
paio di minuti.
B) Le meditazioni specifiche
1.
Richiesta: “ Prego Dio
di eliminare gli ostacoli karmici per la visione mentale.”
Visualizzazione: non necessaria.
Tempo: 2-3 minuti.
2.
Richiesta: “ Prego Dio
di armonizzarmi la mente pensante e la mente operativa.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: 2-3 minuti.
3.
Richiesta: “ Prego Dio
di maturarmi il canale del terzo occhio.”
Visualizzazione: il canale del
terzo occhio.
Tempo: 2-3 minuti.
4.
Richiesta: “Prego Dio
di armonizzarmi l’emisfero destro e l’emisfero sinistro
del cervello.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: 2-3 minuti.
5. Richiesta: “ Prego Dio di maturarmi le
amigdale.”
Visualizzazione: le amigdale.
Tempo: 1-2 minuti.
6.
Richiesta: “ Prego Dio
di ottimizzarmi il funzionamento dell’epifisi.”
Visualizzazione: l’epifisi.
Tempo: 1-2 minuti.
7.
Richiesta: “ Prego Dio
di maturarmi la visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo
nel cervello”.
Tempo: 2-3 minuti.
8.
Richiesta: “ Prego Dio
di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: 2-3 minuti.
5.2.
L’applicazione della visione mentale
Prima
di provare a vedere gli organi e le Energie, bisogna porre
in rilievo i seguenti elementi:
-
la visione mentale si esercita tutti i giorni per
un anno, quando l’immagine diventa più precisa;
-
l’attivazione e poi lo sviluppo della visione
mentale è un processo graduale e nel frattempo bisogna verificare sempre i risultati comparandoli con le analisi
mediche (per quanto possibile) e collaborando con altri meditatori;
-
l’assenza del desiderio di vedere è molto
importante, perché così si libera il processo di consapevolizzazione
della visione mentale, imprigionato dai sensi.
A) La visione mentale dei propri organi – primo modo:
-
mettersi in posizione meditativa, chiudere gli
occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
-
fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la
visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
-
immaginare di porre l’attenzione per alcuni
secondi, partendo dal cervello, poi attraverso la bocca, la gola
fino a:
-
al cuore – provare, sentire costituirsi l’Energia
nel cuore, poi provare a vedere il cuore, trattenersi circa 30
sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
ai polmoni - provare, sentire costituirsi l’Energia
nei polmoni, poi provare a vedere i polmoni, trattenersi circa
30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
al fegato - provare, sentire costituirsi l’Energia
nel fegato, poi provare a vedere il fegato, trattenersi circa
30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
alla milza - provare, sentire costituirsi l’Energia
nella milza, poi provare a vedere la milza, trattenersi circa
30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
ai reni - provare, sentire costituirsi l’Energia
nei reni, poi provare a vedere i reni, trattenersi circa 30 sec.
-
lentamente aprire gli occhi.
B)
La visione mentale dei propri
organi– secondo modo
-
mettersi in posizione meditativa, chiudere gli
occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
-
fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi il
tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: intorno ad un minuto.
-
ripiegare la lingua all’insù e all’indietro,
così da toccare con la parte inferiore della punta della lingua
il palato superiore, senza sforzarsi e con la bocca chiusa, esprimere
l’intenzione di indirizzare l’Energia, in pochi secondi,
dalla bocca attraverso la gola fino a:
-
al cuore – provare, sentire costituirsi l’Energia
nel cuore, poi provare a vedere il cuore, trattenersi circa 30
sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
ai polmoni - provare, sentire costituirsi l’Energia
nei polmoni, poi provare a vedere i polmoni, trattenersi circa
30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
al fegato - provare, sentire costituirsi l’Energia
nel fegato, poi provare a vedere il fegato, trattenersi circa
30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
alla milza - provare, sentire costituirsi l’Energia
nella milza, poi provare a vedere la milza, trattenersi circa
30 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
ai reni - provare, sentire costituirsi l’Energia
nei reni, poi provare a vedere i reni, trattenersi circa 30 sec.
e poi indirizzare l’attenzione:
-
alla vescica - provare, sentire costituirsi
l’Energia nella vescica, poi provare a vedere la vescica,
trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzate l’attenzione:
-
alla cavità addominale - provare, sentire costituirsi
l’Energia nell’addome, partendo da sotto verso l’alto,
sino allo stomaco e provare a vedere l’intestino (tenue
e crasso); trattenersi circa 60 sec. e poi indirizzare l’attenzione:
-
allo stomaco - provare, sentire costituirsi
l’Energia nello stomaco, poi provare a vedere lo stomaco,
trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’Energia dallo
stomaco, attraverso l’esofago e la gola sino a:
-
la bocca - provare, sentire costituirsi l’Energia
nella bocca, poi provare a vedere la cavità orale (denti, lingua,
palato..) trattenersi circa 30 sec.
-
spiegare e rilassare la lingua e indirizzare l’attenzione:
-
al cervello - provare, sentire costituirsi l’Energia
nel cervello, poi provare a vedere il cervello, trattenersi circa
30 sec;
-
aprire lentamente gli occhi.
C)
La visione mentale degli organi
di altre persone
-
mettersi in posizione meditativa, chiudere gli
occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
-
fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la
visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
-
“ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: circa un minuto.
-
avere la sensazione come se fossimo nel cervello,
poi guardare da dentro il cervello verso fuori, attraverso il
terzo occhio;
-
dopo qualche secondo apparirà da sé una “apertura” nella
zona del terzo occhio, attraverso la quale si vede una luce bianca
(oppure la spirale), la quale va indirizzata verso:
-
il cuore – provare a vedere il cuore,
trattenersi circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione
verso:
-
i polmoni - provare a vedere i polmoni, trattenersi
circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
-
il fegato - provare a vedere il fegato, trattenersi
circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
-
la milza - provare a vedere la milza, trattenersi
circa 30 sec. e poi indirizzare l’attenzione verso:
-
i reni - provare a vedere i reni, trattenersi
circa 30 sec.
-
aprire piano gli occhi.
D)
La visione mentale dei propri
processi energetici
-
mettersi in posizione meditativa, chiudere gli
occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
-
fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la
visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
-
“ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: circa un minuto.
-
immaginare di vedere il proprio Corpo Illuminato
e indirizzare l’attenzione sopra la testa, trattenersi
circa un minuto;
-
immaginare di vedere la propria Anima e indirizzare
l’attenzione verso la parte centrale del corpo fisico;
trattenersi circa un minuto;
-
immaginare di vedere la propria aura e indirizzare
l’attenzione verso lo spazio intorno al corpo fisico; trattenersi
circa un minuto,
-
aprire lentamente gli occhi.
E)
La visione mentale dei processi
energetici altrui
-
mettersi in posizione meditativa, chiudere gli
occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
-
fare la richiesta: “ Prego Dio di maturarmi la
visione mentale.”
Visualizzazione: “ come se fossimo
nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
-
“ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: circa un minuto.
-
provare la sensazione come se fossimo nel cervello,
poi guardare da dentro il cervello verso fuori, attraverso il
terzo occhio;
-
dopo qualche secondo apparirà da sé una “apertura” nella
zona del terzo occhio, attraverso la quale si vedrà una luce
bianca (oppure una spirale), la quale va guidata verso:
-
il Corpo Illuminato dell’altra persona, indirizzando
l’attenzione sopra la sua testa, trattenersi circa un minuto;
poi indirizzare l’attenzione verso
-
l’Anima dell’altra persona indirizzando
l’attenzione verso la parte centrale del suo corpo fisico;
trattenersi circa un minuto; e alla fine verso
-
l'aura dell’altra persona indirizzando l’attenzione
verso lo spazio intorno al suo corpo fisico; trattenersi circa
un minuto,
-
aprire lentamente gli occhi.
5.3. La visione mentale a distanza
Dopo
alcune settimane di visione degli organi interni più grandi,
dell’Anima, dell’aura e del Corpo Illuminato
proprio ed altrui, si può provare la visione a distanza:
-
mettersi in posizione meditativa, chiudere gli
occhi e rilassarsi per alcuni secondi.
-
fare la richiesta: “Prego Dio di maturarmi la
visione mentale.”
Visualizzazione: “come se fossimo nel cervello”.
Tempo: circa un minuto.
Oppure:
-
“ Prego Dio di maturarmi il tan tien superiore.”
Visualizzazione: il cervello.
Tempo: intorno ad un minuto.
-
aprire piano gli occhi per identificare la persona
che desideriamo osservare attraverso la foto ed altri dati davanti
a noi; trattenersi circa un minuto;
-
chiudere gli occhi (quando questo procedimento è ben
esercitato, gli occhi possono rimanere aperti) e pensare, desiderare
di vedere gli organi di quella persona: il cuore, i polmoni,
il fegato, la milza, i reni, il cervello e poi anche le strutture
energetiche dell’Anima, dell’aura e del Corpo Illuminato;
ogni organo si osserva per circa 30 sec. ed ogni struttura energetica
per circa un minuto.
-
aprire lentamente gli occhi.
Nota:
l’intera procedura può essere ripetuta più volte così com’è scritto,
oppure si possono aprire e chiudere gli occhi durante l’osservazione
di ogni organo, ossia di ogni struttura energetica.
5.4. Lo sviluppo della visione
mentale
Durante
i primi mesi di esercizio della visione mentale, il più delle
volte accadono i seguenti processi:
-
la visione degli organi è poco chiara, spesso è soltanto
un lampo, oppure si vedono soltanto i contorni dell’organo,
oppure il corpo fisico si vede come una struttura luminosa e
gli organi come una struttura più scura...
-
l’aura si vede come uno sfocato irradiare
intorno al corpo,
-
l’Anima si vede come un irradiare all’interno
del corpo, oppure come un lampeggiare davanti al corpo...,
-
il Corpo Illuminato si vede come un irradiare sfocato
o come dei raggi sopra la testa.
In
questo periodo, quasi tutti i meditatori si chiedono: ciò che
vedo è soltanto un ricordo d'immagini viste in precedenza
nei libri, è una proiezione della mente, oppure si tratta
di effettivo vedere? Quando si tratta di strutture energetiche,
anche in questo caso i meditatori sono poco sicuri se si
tratta di ricordi e di proiezioni mentali oppure di “vero” vedere.
All’inizio si tratta, il più delle volte, di processi
nei quali si combinano le proiezioni della mente basate sui
ricordi e il vedere effettivo, il che è conseguenza del basso
grado d’armonizzazione della mente pensante e della
mente operativa. Bisogna sottolineare che anche il solo arrivare
a porsi tali dilemmi è un gran passo in avanti, perché rappresenta
uno stimolo per i processi menzionati.
Dopo
alcuni mesi di lavoro sistematico su se stessi e di tentativi
di vedere gli organi e le strutture energetiche, il processo
di sviluppo della visione mentale si evolverà spontaneamente,
così che il meditatore stabilirà da solo quanto a lungo e
quanto dettagliatamente dovrà osservare gli organi e le strutture
energetiche. In questo periodo la visione è piuttosto precisa
e si notano le deformazioni di alcuni organi, il che possiamo
verificare e seguire con le analisi mediche.
Quando
la nostra visione mentale raggiunge la precisione adeguata,
allora non è più necessario esercitarla. Rimane l’applicazione
nella ricerca, nel controllo dello stato degli organi e delle
strutture energetiche e l’applicazione nella guarigione.
Conclusione
La
visione mentale è la capacità della Coscienza di attivare
la mente (prima di tutto quella pensante e quella operativa)
in modo da avere le informazioni riguardo ad un organo e
ai processi nel corpo fisico, oppure riguardo alle strutture
energetiche, e tutto ciò in forma d’immagine - conoscenza.
Le informazioni possono riguardare il momento in cui avviene
la visione, oppure, possono riguardare un dato periodo.
La
visione mentale non è né una misura né una condizione per
lo sviluppo spirituale, ma può essere di grand'utilità come
uno strumento, prima di tutto nella guarigione, ma anche
per seguire i processi energetici
e vibratori.
Zoran
e Milica Gruicic
MMIV/VI
Novi
Sad