LA
META NON META
Lo scopo della vita dell'uomo si può interpretare
dal punto di vista della filosofia, religione, psicologia, oppure
di qualche altro sistema di pensiero. Il nostro approccio a questo
tema non si può collocare nell'ambito di alcuno di essi. Non può
nemmeno essere definito con termini esoterici, mistici, ermetici
ecc., e nemmeno abbiamo potuto, nella determinazione della formulazione
dello scopo della vita, come lo vediamo e viviamo noi, optare
per qualcuna delle soluzioni nel mare di quelle esistenti, come:
"Essere uno con Dio."
"Realizzare Dio in se stessi."
"Conoscere Dio in se stessi."
"Essere uno con Dio."
"Essere uno con il Creatore."
"Realizzare il Creatore in se stessi."
"Autorealizzarsi."
"Autotrascendenza."
"Conoscere se stessi."
"Essere la Realtà."
"Essere quel che siamo."
"Conoscere lo stato: io sono colui che è."
"Conoscere la verità."
"Conoscere l'amore."
"Risvegliarsi."
Ognuno dei sintagmi menzionati è come definizione
dello scopo della vita in un certo qual modo accettabile, perché
in maggior o minor misura riflette la verità. Tuttavia, nessuna
determinazione riesce ad uscire dall'ambito della mente la quale
lo ha determinato come reazione alla scoperta dello scopo della
vita, e così rimane un concetto soggettivo e non abbastanza chiaro
da poter essere preso come universale. Anche se geniale, la descrizione
del Genio rimane soltanto una descrizione. Proprio le limitate
possibilità della mente, come manifestazione del Conscio, limitano
anche noi nel rinvenimento della soluzione ottimale, e siccome
non abbiamo voluto aumentare la lista delle definizioni non ottimali
con un'altra di nuova - solo per avere la "propria"
definizione, lasciamo la risposta indefinita. Questa ci pare l'unica
e vera possibilità che ci rimane, perché definire significa dare
una regola finale, una conclusione finale, e noi, al livello della
mente, non la vediamo. Il punto di vista dato nel libro - che
lo scopo - meta della vita: Raggiungere lo stato d'unità con il
Creatore, di Essere Uno con la Realtà, ossia con Dio..., va quindi
osservato esclusivamente come scoperta personale raccontata con
parole proprie in forma di proposta necessariamente suggestiva,
e non come frutto rimato di una speculazione intellettuale sotto
forma di una suggestivamente necessaria definizione. Non condizionando
quindi con le lettere dell'intelligenza, l'indubbia risposta alla
domanda - Qual è lo scopo della vita?, lasciamo qui… lo spazio
vuoto, mentre il ricercatore deve scrivere da solo in questo spazio
la sua muta risposta definitiva, come frutto del rivolgersi a
Dio con la preghiera di ringraziamento, e successivamente con
tutte le altre preghiere in meditazione.
La domanda sullo scopo (meta) della vita apre una
serie di altre domande, come: Chi sono io?, Che cos'è l'uomo?,
Che cos'è la vita?... Poiché le risposte con la loro parte essenziale
si trovano "fuori della mente", è impossibile darle
completamente. Quel che è in una certa misura possibile, è indicare
ai processi che si svolgono "nell'uomo", "tramite
l'uomo" oppure "con l'aiuto dell'uomo". Per comprendere
meglio tali processi, bisogna chiarire i termini "Realtà",
"Creatore" e "TUTTO".
"Realtà"- la parola che utilizziamo
con lo stesso significato della parola Dio; non si riferisce al
mondo che percepiamo oppure viviamo in qualche altro modo (per
esempio, il Cosmo visibile ed invisibile, l'intelligenza, il sapere,
la nascita, la morte e simili), bensì a qualcosa che è "al
di fuori" e "sopra" ciò, imperituro, non scoperto,
indicibile, indefinibile...
Il termine "Creatore"-
è estrapolato come uno degli aspetti di Dio (della Realtà), e
in base alle osservazioni delle sue manifestazioni; è la fonte
della Creazione Onnicomprensiva. (1) Guardando in questo
modo, non c'è il segno dell'eguaglianza tra Dio e il Creatore.
I concetti "Realtà" e "Creatore"
ci paiono adatti per distinguere la Verità imperitura alla quale
tendiamo, dalla transitoria manifestazione nella quale viviamo.
Abbiamo utilizzato il termine "TUTTO", oppure "Infinito Tutto" (2),
per descrivere tutte le manifestazioni del Creatore, ma anche
della Realtà. Possiamo definire più da vicino questo termine con
le sue espressioni: Esistere Infinito, Conscio Infinito e Creazione
Infinita, ossia Amore, Sapere e Potere. I processi onnicomprensivi
nei suddetti "Infiniti" si svolgono in loro stessi,
e si esprimono sulla relazione:
CONSCIO-VIBRAZIONI-ENERGIE-MATERIA
Questi stessi processi, come anche le loro combinazioni
(dimensioni) (3), si svolgono anche nell'uomo. Dunque,
l'uomo è l'unità del Conscio, delle Vibrazioni, dell'Energia e
della Materia. In ogni caso, la somma di questi processi non può
definire completamente l'uomo, bensì indica alle manifestazioni
che avvengono in lui, e la fonte delle quali è il Creatore, ossia
la Realtà.
La Realtà è l'unica che esiste, e tutto ciò che scaturisce
da essa sono manifestazioni che scopriamo in maggior o minor misura.
Come manifestazioni non sono la Realtà, esse sono illusione. E
per giungere alla meta, ossia alla Realtà, noi le dobbiamo trascendere.
Questo significa trascendere l'Esistere Infinito, il Conscio Infinito
e la Creazione infinita, ossia l'Amore, il Sapere e il Potere.
Trascendere l'Esistere Infinito significa che l'Esistere-
non è, e che la Realtà- è.
Trascendere il Conscio Infinito significa che il
Conscio- non è, e che la Realtà- è.
Trascendere la Creazione Infinita significa che la
Creazione- non è, e che la Realtà- è.
Trascendere l'Amore significa che l'Amore - non è,
e che la Realtà - è.
Trascendere il Sapere significa che il Sapere- non
è, e che la Realtà- è.
Trascendere il Potere significa che il Potere- non
è, e che la Realtà- è.
La meta è realizzare consapevolmente l'eterno stato
della Realtà, cioè raggiungere lo stato "io sono il Creatore", oppure più precisamente- "io sono la Realtà". Questo
significa essere la propria
meta ed opera.
Tuttavia l'uomo non può raggiungere lo stato della
Realtà perché non ha cosa raggiungere; lui è già nella Realtà,
ossia la Realtà stessa. Le manifestazioni-illusioni infinite come
il Conscio, le Vibrazioni, le Energie e la materia, e le loro
combinazioni (dimensioni, prime tra esse lo spazio e il tempo),
possono disturbare oppure aiutare ad intendere la Realtà, dipendentemente
dal singolo. Osservando diversamente, neppure lo stato di collegamento,
ossia lo stato di unità con la Realtà, è raggiungibile, perché
già siamo in esso e noi siamo questa Realtà. Coloro che non possono
credere di essere uno con la Realtà, ossia con Dio, non possono
farlo a causa della loro identificazione con l'io-mente e della
sensazione della descrizione mentale della Realtà come di ciò
che ne è l'essenza. Per questo il maggior traguardo umano che
si può raggiungere è la consapevolizzazione della Realtà nell'uomo,
ossia essere uno con la Realtà.
Di conseguenza, lo scopo della vita dell'uomo è essere uno con la Realtà, ossia essere
la Realtà stessa, il che rappresenta lo scopo senza scopo.
L'idea che non c'è meta significa che tutto è già qua, "in
noi". Perciò nessuno tranne noi stessi può "portarci"
ad essa. Diverse forme di meditazione, preghiere, modi di vivere,
scienze, religioni..., non possono risolvere la questione dello
scopo della vita, quantunque possano aiutare. Questa possibilità e data soltanto all'individuo.
Qualsiasi meta il singolo si ponga al di fuori della
realizzazione del rapporto diretto con il Creatore, ossia con
la Realtà, perde il suo senso, perché qualora non è in funzione
dello scopo fondamentale - la consapevolizzazione della Realtà
in se stesso, conduce l'uomo al conflitto interiore e gli impedisce
lo sviluppo spirituale. Dunque, il benessere della famiglia, della
città, dello stato, i successi nell'attività di cui si occupa
il singolo e tutto il resto, hanno in essenza lo scopo di far
svolgere lo sviluppo nella Creazione, di consapevolizzare la Realtà,
di armonizzarsi con la Realtà... (Ovvero - bisognerebbe comprendere
che è così e "adattarsi" a ciò".)
Affinché il Conscio individuale, nel suo tendere
all'autoriconoscersi, riconosca la Realtà in sé, esso stabilisce
la differenza tra la Realtà e la non-Realtà, e consapevolizza
così la Realtà in se stesso. In questa via sono sempre presenti
tre processi - mete reciprocamente collegati:
- l'autoricerca,
che si ottiene con la meditazione,
- la divulgazione
del Sapere, che parla del servizio all'umanità e
- la guarigione,
alla base della quale c'è l'Amore verso il Creatore.
a) l'autoricerca-
il processo di riesame e del porsi le domande capitali: Chi sono
io, Chi sta ponendo la domanda chi sono io? E altre come: Da dove
provengo? Quando raggiungerò lo stato della Realtà?... Considerando
che è la mente a porsi le domande e con ciò si "nutre",
significa che è proprio la mente che va coordinata con la ricerca
(stato di flow) (4). Così la mente si immerge nella Realtà e per
un po' di tempo non ha la possibilità di "rivivere".
Lo scopo finale è che la mente non abbia più domande. Poiché la
Realtà è al di fuori dei concetti "spazio" e "tempo",
non è importante quando si concluderà l'autoricerca. L'uomo cerca
la Realtà in se stesso e anche il solo processo d'individualizzazione
là lo porta, ma alla fine non c'è processo, perché esso è illusione
"senza la quale lo stesso non avviene", esso non esiste
costantemente come esiste la Realtà.
Il processo
dell'autoricerca è l'espressione della Creazione Infinita (Potere).
b) La divulgazione
del Sapere- si esprime nella consapevolezza del processo di divulgazione
del Sapere. Ci sono diverse possibilità per tramandare il Sapere:
conferenze, lezioni, frequentazione di corsi, lettura e cose simili,
ma al di fuori di queste, come forma particolare, il più importante
tra i modi per tramandare Sapere è - la divulgazione tramite il
solo esistere. Essa avviene tramite lo scambio di Vibrazioni sotto forma
di collegamento dei Consci individuali con il Conscio Infinito.
Tale processo si svolge senza la partecipazione della mente. La
cognizione che con il nostro esistere eseguiamo la trasmissione
del Sapere, rappresenta l'elemento cardinale. Per esempio, mentre
il maestro spiega dei concetti sulla spiritualità, le tecniche
di meditazione o risponde alle domande, è molto più importante
la trasmissione del Sapere tramite il suo esistere ("insegnamento
tramite il silenzio del maestro").
Il processo
della trasmissione del Sapere è l'espressione del Conscio Infinito.
c) La guarigione-
si esprime come armonizzazione dei rapporti nelle diverse dimensioni
dell'Esistere (dell'uomo):
-l'autoguarigione come rapporto delle Vibrazioni
del Conscio e del Codice Genetico, del Conscio e della mente,
del Conscio e del subConscio, del Conscio e dell'Anima ecc.,
- il rapporto reciproco delle Vibrazioni delle persone,
il loro scambio, come anche il collegamento con le Forme di Consci
Superiori,
- l'unificazione del Conscio individuale con il Conscio
Collettivo dell'umanità (primariamente con i Consci Maturi e le
strutture create da loro),
- l'unificazione del Conscio individuale con le Forme
di Consci Superiori e le loro manifestazioni.
Al termine di questo processo avviene l'unificazione
con la Realtà, la quale è senza dimensioni.
La guarigione è un processo, il quale si realizza
percependo gli altri in se stessi e se stessi negli altri e con
la consapevolizzazione della Realtà in se stessi e negli altri,
tutto ciò si ottiene con l'amore incondizionato.
L'Amore verso Dio (la Realtà) crea le possibilità
generali, mentre per tutti gli altri processi concreti che conducono
alla maturazione del Conscio l'uomo deve farcela da solo.
Il processo
della guarigione esprime l'Esistere Infinito, ossia l'Amore come
armonia universale.
***
La maturazione del Conscio, la meta finale della
quale è il Conscio Maturo, si svolge sempre tramite i processi
dell'autoricerca, della trasmissione del sapere e della guarigione.
In ogni persona sono presenti in differenti rapporti relativi
che cambiano con il tempo. Per esempio, in un determinato periodo
l'autoricerca è più importante della trasmissione del Sapere e
della guarigione. Nel periodo successivo, la guarigione può essere
più importante della trasmissione del sapere e dell'autoricerca.
Per ogni persona si possono determinare i reciproci rapporti relativi
di questi processi in un dato momento e periodo, il che facilita
l'indirizzamento nello sviluppo spirituale. Bisogna comunque tener
presente il processo fondamentale, vale a dire il processo
d'individualizzazione del Conscio che si conclude con il Conscio
Maturo e con la realizzazione dello "scopo senza scopo"-
con l'essere consapevoli di se stessi come Realtà.
(1) I rimanenti aspetti dell'osservazione delle manifestazioni
di Dio sono anche „l'annullatore“ e „il mantenitore“.
(2) Vedi in modo più dettagliato „La Maturazione del Conscio“ Zoran Gruičić
e Milica Gruičić, Andrea Pangos Editore, pag.: 189-193.
(3) Le dimensioni sono diverse manifestazioni della Creazione Infinita, del
Conscio infinito e dell'Esistere Infinito, le quali contengono
in sè diversi raporti: Conscio, Vibrazione, Energia e materia.
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